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Radici in Movimento: Tra il tempo che è stato e l’estate che riscrive il presente

Radici in Movimento: Tra il tempo che è stato e l’estate che riscrive il presente Ci sono estati che non passano inosservate, estati che fanno da spartiacque implacabile tra ciò che siamo stati e la direzione in cui abbiamo scelto di correre. Quella appena trascorsa, trascorsa tra le suggestioni e i silenzi rigeneranti di Rimini e i ritmi sospesi di un tempo che sembrava finalmente rallentare per permettermi di respirare, mi ha costretto a guardare dritta negli occhi il filo invisibile che unisce il passato al presente. Non è un esercizio di nostalgia fine a se stesso, né un bilancio freddo e calcolato; è piuttosto una presa di coscienza profonda, viscerale, di come ogni passo compiuto fin qui abbia plasmato il terreno su cui oggi poggio i piedi. Crescere, in fondo, significa fare i conti con le proprie radici: la memoria di chi ci ha preceduto, l’eredità silenziosa dei giorni passati, la stabilità di una storia familiare e professionale che ci ha dato forma e ossatura. Veniamo da lont...

Ritorno a casa: riprendere in mano la penna dopo sei anni

 Ritorno a casa: riprendere in mano la penna dopo sei anni È dall'agosto del 2020 che le pagine di questo blog sono rimaste in silenzio. Sei anni interi. Un'era geologica, se penso a quanti strati di pelle ho cambiato, a quante tempeste ho attraversato e a quanta vita è passata attraverso le mie mani, la mia testa e il mio cuore. Ma certe storie, a un certo punto, pretendono di essere raccontate. È giunto il momento di riprendere in mano la penna, rimettere ordine nell'universo e unire finalmente il passato con il presente. Cosa è successo dal 2020 a oggi? Una rivoluzione silenziosa Se mi guardo indietro, stento a riconoscere la persona che ha chiuso il blog sei anni fa. All'epoca ero una ragazza che cercava la sua strada; oggi sono un'altra persona, o forse, molto semplicemente, sono diventata finalmente me stessa. Nel frattempo, la mia vita professionale e personale ha preso una piega che non avrei mai previsto: Osteopatia e Animali: Ho continuato a studiare e a...

Rossetti MAT yves rocher

  Con l’emergenza sanitaria, anche le nostre abitudini make up sono cambiate. Prima bastavano una buona base viso, un pò di matita nera e mascara agli occhi e un rossetto deciso che si era in ordine. Poi si è passati alla fase di rifiuto del make up, acqua e sapone e una buona crema idratante, tanto in casa potevamo essere visti solo dai nostri congiunti. Dopo tanta attesa ci hanno lasciato un pò di liberta e allora via libera ai make up per far risaltare i nostri occhi. Adesso siamo a settembre in che fase siamo? Personalmente ho ripreso a truccarmi come prima del lock-down. Ho solo sostituito il rossetto satinato ad uno MAT, fuxia di giorno per dare quel tocco di femminilità decisa e di sera l’intramontabile rosso simbolo di eleganza e grinta. I rossetti MAT yves rocher vi garantiscono la lunga tenuta da mattina a sera. Non rimangono sulla mascherina e non si sbavano, basta solo metterli 5 minuti prima di uscire e farli opacizzare bene.    Donano eleganza e raffinatezza...

Hydra vegetal YR

LINEA HYDRA.VEGETAL Ha come base l’acqua cellulare di edulis della Gacilly. Dal 2012 i laboratori YR coltivano questa pianta in Francia a la Gacilly, per poter meglio concentrare i processi di coltivazione BIO, la tracciabilità e la sicurezza della filiera.  La raccolta avviene solo dopo 6 mesi, dopo la pianta è piena della sua preziosa acqua cellulare ricca di molecole attive.  L’edulis è noto per la sua capacità di immagazzinare l’acqua trattenerla e rilasciarla nel cuore della pelle, ed è il principio attivo alla base della linea hydra vegetal, che dona alla pelle l’idratazione efficace e duratura di cui ha bisogno.  Altre cose da ricordare sono il packaging super riciclabile, perchè YR è da anni, un’azienda molto attenta al tipo di materiale utilizzato. Infatti utilizza principalmente vetro riciclabile all’infinito e i foglietti illustrativi non li mette nelle scatole dei prodotti ma direttamente sulla scatola stampati, in modo tale da ridurre gli spr...

COME MIGLIORARE/ IMPARARE L’INGLESE?

Se si leggono le news, ormai tanti termini sono inglesi: iPad, computer, check-in e molti altri.  Si tende ad avere un linguaggio comune. I giovani nel 2019 non possono più dire, non so come impararlo. Siamo perennemente su internet per vedere la nostra serie preferita streaming, oppure ascoltare il nostro gruppo preferito inglese o americano. Vorrei darvi qualche consiglio su come migliorare o imparare l’inglese partendo da internet.  FILM: chi di voi non ha mai visto un film? Nessuno! Esatto basta solo cercare i film in inglese ed impostare o dal dvd o dallo streaming i sottotitoli in inglese. Se non avete orecchio, sarà dura le prime volte. Iniziate piano piano a segnarvi tutte le parole che non capite o che vi servono a capire il senso della frase, il vostro lessico vi ringrazierà. Prestate attenzione alla pronuncia e all’accento. Noi italiani spesso veniamo derisi per la nostra pronuncia maccaronica, tutto sta nell’esercitarci e vedrete che vi faranno i complimenti...

Blackwater conspiracy

Una band del nord d’Irlanda entra nella scena rock nel 2015 con il primo singolo “ Shootin’ the Breeze” . Nel 2017 scrivono il loro primo album con lo stesso nome della band.  La band è formata da cinque ragazzi che suonano da quando erano in fasce: Phil Conalane ( voce e chitarra ritmica), Brian Mallon ( chitarrista e cori), Kie McMurray( basso e cori), Kevin Brennon ( tastiere e cori) e Fionn O’ Hagain (batteria).  Si ispirano ai grandi artisti del rock, tra i tanti gli Iron Maiden e gli Aerosmith. Infatti una  delle maggiori riviste rock, Classic Rock UK, li inserisce dal punto di vista musicale tra i Bon Jovi e gli Aerosmith.  Ascoltando il loro album si entra in contatto fin dal primo brano, con riff potenti e tastiere nelle tipiche sonorità dei Bon Jovi. La voce di Phil è protagonista, è molto calda ma allo stesso tempo graffiante. Consiglio la band a tutti gli appassionati del genere, secondo me riescono a mitigare bene l’anima rock e l’anima blues....

Come superare un periodo nero in università?

Secondo anno di osteopatia, amici nuovi, serate rock, mi direte come hai fatto ad andare fuori strada? E’ facile, non ero abituata a gestire tante emozioni e tanto stress. Le lezioni erano lunghe e finivano spesso molto tardi e il tempo per studiare era minimo. Quando è arrivata la sessione d’esame ero molto agitata e non ricordavo tanto di quello studiato. Il risultato è stato cinque materie da dare a settembre, con annesso rischio di finire fuori corso. Il mio sogno nel cassetto di diventare osteopata stava andando alla deriva; ho visto la mia immagina riflessa in uno specchio infranto. Mi sono rimboccata le maniche ed ho lottato fino alla fine. A scriversi è molto facile ma a farsi non lo è stato.  Appena mi hanno comunicato che non sarei finita fuori corso e le date degli esami, ho iniziato a pianificare lo studio, raccogliendo tutti gli appunti,le slides e i libri. La seconda fase  è stata la più lunga, di lettura e schematizzazione di tutti gli appunti.  La...