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IT: Welcome to Derry: il ritorno dell’orrore di Stephen King tra mistero, paura e origini del male

Ripensando alle serie TV che hanno accompagnato le mie serate durante lo scorso autunno e inverno, ce n’è una che più di altre è riuscita a lasciare un segno profondo nella mia memoria: IT: Welcome to Derry . È una di quelle serie che non guardi semplicemente per sapere come va a finire. La guardi perché vuoi entrare nell’atmosfera, lasciarti trascinare lentamente dentro una storia inquietante e vedere quanto a lungo riesci a resistere prima di accendere una luce. Nel mio caso, la combinazione tra la stagione fredda, le serate trascorse al chiuso e l’ambientazione cupa della cittadina di Derry ha reso l’esperienza ancora più intensa. Fuori il freddo avanzava, le giornate diventavano più corte e io mi ritrovavo davanti allo schermo a entrare sempre più profondamente in quell’universo oscuro nato dalla penna di Stephen King . È stato un viaggio horror viscerale, inquietante e sorprendentemente coinvolgente, che ha superato le mie aspettative iniziali e che mi ha ricordato ancora una volt...

Stranger Things: la fine di un'epoca e il viaggio che ci ha accompagnati per dieci anni

 Tra le tante avventure vissute in questa estate 2026, ce n'è una che, almeno apparentemente, si è svolta al riparo dalla luce del sole, davanti a uno schermo, con una coperta a portata di mano e quella sensazione molto particolare di voler sapere come va a finire ma, allo stesso tempo, di non essere ancora pronta a salutare i personaggi. Dopo anni di attesa, stagioni, teorie, discussioni, momenti di entusiasmo e qualche inevitabile periodo trascorso chiedendomi quando sarebbe finalmente arrivato il momento di tornare a Hawkins, ho concluso la visione di Stranger Things . E devo ammettere che chiudere una serie che ci ha accompagnati per così tanto tempo fa un effetto decisamente strano. Non è soltanto la fine di una storia televisiva. È la conclusione di un piccolo appuntamento con una parte della nostra vita. La serie è entrata nell'immaginario collettivo nel 2016 e, da allora, molte cose sono cambiate: sono cambiate le nostre vite, le nostre abitudini, le piattaforme di stre...

I libri dell’estate 2026: tra grandi scoperte, rock, storia e un clamoroso flop

L’estate, per me, ha da sempre un rapporto speciale con i libri. È quella stagione dell’anno in cui riesco a ritagliarmi più facilmente degli spazi per leggere, lasciando che le giornate assumano un ritmo diverso dal solito e permettendo alle storie di entrare nella mia quotidianità con una naturalezza che durante l’anno, tra lavoro, studio, insegnamento, impegni e mille cose da organizzare, non sempre riesco a concedermi. Quest’estate 2026, poi, è stata particolarmente favorevole alla lettura perché per due mesi, tra luglio e agosto, ho scelto di vivere una sorta di smart working al mare , trasformando per un periodo la mia routine e provando a unire lavoro, progettazione, studio, riposo e tempo per me in un modo completamente diverso. Non sono stata semplicemente “in vacanza”. È stato piuttosto un periodo di riprogettazione , personale e professionale, nel quale ho continuato a lavorare ma ho cercato di farlo da un contesto più lento, più luminoso e decisamente più vicino al mare. E ...

Bentornati su Radici in Movimento: sei anni dopo, torno a raccontarmi

È dall’agosto del 2020 che le pagine di questo blog sono rimaste in silenzio. Sei anni interi. A dirlo così sembra quasi impossibile, perché sei anni possono essere contemporaneamente un periodo lunghissimo e un battito di ciglia, soprattutto quando dentro quei sei anni succede abbastanza vita da riempire interi quaderni. Se penso alla persona che ero quando ho pubblicato l’ultimo articolo, mi sembra di osservare una fotografia appartenente a un’altra epoca: riconosco il volto, riconosco alcune passioni, riconosco persino certi pensieri, ma sento che tra quella ragazza e la donna che oggi torna a scrivere esiste una distanza enorme, costruita lentamente attraverso esperienze, cambiamenti, studio, lavoro, relazioni, delusioni, nuove possibilità e soprattutto attraverso una quantità di domande alle quali, nel frattempo, ho imparato a dare risposte diverse. In questi sei anni ho cambiato pelle più volte. Ho attraversato periodi in cui avrei voluto fermare tutto e altri in cui avevo talmen...